giovedì 3 aprile 2008

MAFIA: CANTAFIA, VENDERE BENI CONFISCATI A BOSS

3, APRILE - "Vendere i beni confiscati alla mafia e investire il ricavato per migliorare le strutture produttive, aumentare gli strumenti in dotazione alle forze di polizia e creare un fondo per le vittime della criminalità organizzata". Francesco Cantafia, candidato all'Ars per la Sinistra Arcobaleno, ha raccolto la proposta lanciata dal Silp, il sindacato di polizia della Cgil. "Nella lotta alla mafia - ha proseguito Cantafia - bisogna intraprendere una nuova strada, rendendo non più fruibili da parte dei mafiosi i beni confiscati, mettendo in vendita quelli non utilizzabili produttivamente e investendo il ricavato in progetti di contrasto alla criminalità organizzata". Cantafia ha ribadito anche l'importanza della lotta al binomio mafia-politica con l'adozione da parte di tutti i partiti, regolata con una norma di legge, di un codice etico. "Serve inoltre - ha concluso l'esponente di Sinistra Arcobaleno - una maggiore definizione dei contorni del voto di scambio, così da impedire definitivamente questa prassi che va contro la democrazia e la libera scelta".

INTERVENTO A PIANA DEGLI ALBANESI DI DAVIDE GRASSI IL 30 MARZO 2008

"Il mio nome è legato alla storia della lotta al racket delle estorsioni e si trova nella lista della Sinistra Arcobaleno principalmente per questo.
Allora, voglio aprire il mio intervento raccontando la parte più importante e tutta palermitana di questa storia. Che è quella di Addiopizzo.
Alcuni giovani neo laureati avevano intenzione di aprire un locale, molto probabilmente un pub, di quelli del nostro centro storico, che fanno mangiare e bere, ascoltare musica ed a volte organizzano anche altre attività, per un pubblico di coetanei.
Fra le tipiche questioni da affrontare nell’avviare una nuova iniziativa imprenditoriale (finanziamento, logistica, immagine) ne emerse però una che tipica non dovrebbe essere ma nella nostra città invece lo è: “e se ci vengono a chiedere il pizzo? come ci comportiamo?”
Questa domanda non ebbe una risposta ovvia (“non paghiamo” oppure “paghiamo”) ma suscitò una domanda più generale: “come si pongono oggi i cittadini di Palermo, consumatori e commercianti, rispetto a questo problema?”
Da lì ormai la famosa iniziativa degli adesivi listati di nero “ Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” e l’inizio della rivoluzione, ancora in corso, che sta gioiosamente trasformando il modo di pensare e di agire della parte migliore della società siciliana.
Ma ho raccontato questa storia anche perché contiene una e più “morali” utili a chi, come noi, si unisce per ambire a un cambiamento.
La prima morale è che un’iniziativa spontanea e “povera”, se sorretta da buoni ideali e concrete motivazioni, può dare ottimi frutti.
Non avete idea di quanti tentativi, dal 29 agosto del 91, sono stati fatti da alcuni di noi per creare associazioni anti-raket. Ma ci si ritrovava sempre fra un paio di intellettuali, un paio di vittime ed un paio di comandanti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri; non si era mai riusciti a creare un movimento, seppur d’avanguardia.
CHI L’AVREBBE DETTO ALLORA CHE LA RIVOLTA DELLE COSCIENZE SAREBBE PARTITA DA QUALCHE CENTINAIO DI ADESIVI 20X10?!?
La seconda morale è che almeno un pezzo di futuro è nelle nostre mani. Anche quando ci sentiamo soggiogati da poteri enormi ed ingiusti, c’è sempre la possibilità di ribellione, che ognuno di noi può avere e deve trasformare da individuale in collettiva. E sarà quasi sempre una strada dura da percorrere, anche se di una durezza non priva di gioia. Sarà, comunque, sempre più consolante della rassegnazione.
Tutti abbiamo provato tante volte la delusione della sconfitta; ma questo non può essere il motivo per la rinunzia ad una giusta lotta.
Perché non vi è sconfitta più drastica ed amara di quella che si subisce senza lottare: è una sconfitta 10 a zero.
Neppure il nemico più forte e terribile infatti può vincere senza riportare qualche perdita. E la sua perdita consente al più debole di portare a casa un 10 a uno!
E quando il più debole saprà fare tesoro della sconfitta, allora si aprirà la strada per la futura vittoria.
Per questo nessun voto per la Sinistra Arcobaleno sarà inutile, e saremo tutti più forti potendo contare su 100 parlamentari nazionali e 10 parlamentari regionali sicuramente di sinistra che su qualche neo “democratico” in più, padrone del vapore o servo del Vaticano che sia".

GIUSTIZIA: CANTAFIA, SCORTA A CUFFARO E' OFFESA

(ANSA) - PALERMO, 3 APR - "Il fatto che Salvatore Cuffaro, condannato in primo grado a cinque anni per avere favorito singoli mafiosi e dimessosi subito dopo da presidente della Regione siciliana, abbia ancora la scorta è un'offesa ai tanti magistrati che lottano ogni giorno contro la mafia, a tutti gli imprenditori che si ribellano al pizzo e a tutta la società civile che si impega per debellare la criminalità organizzata". Lo ha detto il deputato regionale Francesco Cantafia. "Non vedo perché Cuffaro, non essendo più il presidente della Regione - ha proseguito - debba continuare a usufruire di un servizio che spetta a chi è davvero in pericolo di vita. Il ministero degli Interni, che evidentemente ha prorogato questo servizio, dia delle risposte adeguate a chi chiede chiarimenti o lo revochi al più presto".

martedì 1 aprile 2008

DOMANI CANTAFIA AL TEATRO LELIO CON BETTY LEONE

Il candidato all'Ars per la Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, sarà domani alle 17.30 al teatro Lelio a Palermo per un convegno sulle politiche sociali. Parteciperà anche il capolista per la Camera dei deputati in Abruzzo per la Sinistra Arcobaleno, Betty Leone.

ELEZIONI: CANTAFIA, UNA LEGGE SU CODICE ETICO PER CANDIDATI

(ANSA) - PALERMO, 1 APR - ''E' necessaria l'adozione da parte di tutti i partiti, regolata con una norma di legge, di un codice etico che impedisca la candidatura a qualsiasi carica politica di soggetti con processi pendenti per mafia o per altre azioni criminose''. Lo ha detto il candidato all'Ars della Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, che questo pomeriggio ha partecipato alla tavola rotonda ''Il ruolo della politica nella lotta alla mafia'' organizzata dalla Silp Cgil nella sede regionale del sindacato a Palermo. ''In questo contesto dobbiamo anche definire meglio i contorni del voto di scambio - ha proseguito Cantafia - in un momento in cui c'e' un eccesso di commistione della politica con il mondo degli affari e con quello del lavoro. Senza dimenticarci un altro obiettivo prioritario come quello della lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione''.

venerdì 28 marzo 2008

LAVORO: CANTAFIA, SOSTEGNO A OPERAI METALMECCANICA E KELLER

(ANSA) - PALERMO, 28 MAR - ''Mi chiedo come sia possibile che i dipendenti di una fabbrica che non e' in crisi e ha molte commesse in lavorazione possa permettersi di non pagare gli stipendi da tre mesi. Credo che sia necessario l'intervento delle istituzioni''. Lo dice il deputato della Sinistra Arcobaleno all'Ars, Francesco Cantafia, che questa mattina ha incontrato i 50 dipendenti della Metalmeccanica Meridionale, azienda di carpenteria e metallica di Palermo, da ieri sera in sciopero a oltranza per protestare contro il mancato pagamento dei salari. Per Cantafia ''e preoccupante anche il contratto concordato dalla Keller con la societa' Adecco per ricollocare il personale in servizio nello stabilimento di Palermo''. ''Una scelta - aggiunge - che fa intendere la possibilita' di esuberi e richieste di cassa integrazione, mentre tiene in sospeso da mesi il confronto con il sindacato su un piano di sviluppo al momento inesistente''.

ELEZIONI: ARRESTI PALERMO; CANTAFIA, SINDACO SI DIMETTA

(ANSA) - PALERMO, 28 MAR - ''Gli arresti di questa mattina sono gravissimi e mettono allo scoperto un sistema politico corrotto. Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, valuti seriamente la possibilita' di dimettersi per permettere ai cittadini di tornare alle urne e poter eleggere i loro candidati senza brogli''. Lo dice il deputato regionale della Sinistra Arcobaleno all'Ars e segretario provinciale della Sd, Francesco Cantafia, commentando l'arresto di due presidenti di seggio per la manomissione delle schede elettorali alle scorse amministrative. ''Questo e' solo la punta dell'iceberg di elezioni contestatissime - aggiunge Cantafia - La magistratura indaghi per scoprire se si tratti di fatti isolati o di prassi che mettono in discussione non solo le passate, ma anche le prossime elezioni''.

DOMANI CANTAFIA A PETRALIA SOTTANA E BAGHERIA

Il candidato all'Ars per la Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, sarà domani a Petralia Sottana alle 15 per un incontro con i commercianti locali. Alle 18.30 Cantafia sarà a Palermo, a piazza Verdi, per partecipare al comizio di Fausto Bertinotti, mentre alle 20 si recherà a Bagheria per incontrare in piazza gli elettori.

mercoledì 26 marzo 2008

MALTEMPO: CANTAFIA, RIPARARE DANNI A PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 26 MAR - ''Bisogna mettersi subito al lavoro per riparare ai danni fatti dal maltempo a Palermo, una delle citta' piu' colpite dalle forti raffiche di vento e pioggia che hanno fatto crollare anche una palazzina e sradicato la copertura del Palasport. Il sindaco Diego Cammarata si attivi immediatamente per evitare che i danni si traformino in grosse perdite economiche per cittadini e imprese''. Lo ha detto il deputato regionale Francesco Cantafia, commentando i gravi danni dell'ondata di maltempo nel weekend di Pasqua.
“Alberi sradicati, soprattutto nel litorale dell’Addaura dove ci sono numerose villette, pali della Telecom e dell’Enel crollati, cartelloni pubblicitari per le strade, tetti divelti di abitazioni disabitate nel centro storico – ha detto Cantafia – Il bilancio è desolante. In particolare l’impianto di fondo Patti si ritrova adesso con una copertura divelta dal vento, mentre pesanti pannelli sono volati nella vicina via Castelforte. Il sindaco risponda all’emergenza con tutti i mezzi necessari”.

DOMANI CANTAFIA A PIANA DEGLI ALBANESI

Domani alle 9,30 il candidato all'Ars per la Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, sarà nella sede del Comune di Piana degli Albanesi, per intervenire al convegno "Dall'esperienza al progetto InnovaPA: quale futuro per il territotio dell'Alto Belice Corleonese?".

martedì 25 marzo 2008

DOMANI CANTAFIA INCONTRA ELETTORI A GRATTERI E CAMPOFELICE DI ROCCELLA

25 marzo - Il candidato all'Ars per la Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, domani sarà alle 16 a Gratteri e alle 18 a Campofelice di Roccella per incontrare elettori e lavoratori.

venerdì 21 marzo 2008

RIMOSSO SINDACO FAVIGNANA: CANTAFIA, NON E' CAMBIATO NULLA

(ANSA) - FAVIGNANA (TRAPANI), 20 MAR - ''E' stato finalmente rimosso il sindaco di Favignana, Gaspare Ernandez, ma al suo posto, in veste di commissario, c'e' Giuseppe Grado, padre di uno dei consulenti del primo cittadino. Nel Comune non e' quindi cambiato nulla''. Lo ha detto il candidato all'Ars della Sinistra Arcobaleno, Francesco Cantafia, commentando il decreto con il quale il presidente facente funzioni della Regione siciliana, Lino Leanza, ha rimosso il sindaco di Favignana, Gaspare Ernandez, per irregolarita' amministrative.
''Non ha senso rimuovere il sindaco per gravi irregolarita' se poi la nomina del commissario segue queste logiche'', ha aggiunto Cantafia, che aveva gia' presentato un'interrogazione all'Ars dove si chiedeva la rimozione del sindaco dopo un'ispezione chiesta dall'opposizione consiliare. A Ernandez vengono contestati alcuni provvedimenti come l'affidamento del progetto di ristrutturazione del porto dell'isola a uno studio tecnico, anziche' al genio civile, e la violazione di norme e regolamenti dello statuto comunale.
''Non credo che in questo modo possano cambiare le cose - ha proseguito Cantafia - Se si scelgono persone contigue al sindaco, l'amministrazione comunale seguira' le stessa rotta tracciata da Ernandez''.

giovedì 20 marzo 2008

LAVORO: CANTAFIA, SALVARE POSTI FONDO PENSIONE EX SICILCASSA

(ANSA) - PALERMO, 19 MAR - ''Il fondo pensioni ex Sicilcassa sembra essere vicino alla dismissione del patrimonio immobiliare, il primo passo per attuare il progetto di riforme statutarie deliberato dal Cda dell'Ente, che se puo' rivelarsi conveniente per i soci, non lo e' affatto per i 13 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato che, nel giro di due anni, potrebbero ritrovarsi senza lavoro''. Lo dice Francesco Cantafia, deputato regionale di Sinistra democratica. ''Un nuovo caso - continua - che si aggiunge al triste e lungo elenco di situazioni precarie nello scenario lavorativo della Sicilia, ma con una caratteristica nuova: a chiudere i battenti non e' un'azienda sull'orlo del fallimento, ma un Ente morale il cui patrimonio si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Un altro pezzo di Sicilia che crolla, altri posti di lavoro che si perdono. Anche il contratto di lavoro a tempo indeterminato non e' piu' riparo sicuro''.
''In una terra difficile come la nostra - afferma Cantafia - dove le opportunita' di lavoro sono dei miraggi, non si puo' consentire che 13 lavoratori vengano licenziati come se nulla fosse. Ci sono strade percorribili per la salvaguardia dei livelli occupazionali, come una possibile trattativa con Unicredit-Banco di Sicilia. Il Cda, costituito da 12 sindacalisti, ha l'obbligo morale di impegnarsi. Un obbligo che dovrebbe essere ancora piu' sentito dal presidente del fondo pensioni, candidato alle prossime elezioni regionali''.

mercoledì 19 marzo 2008

REGIONI: CANTAFIA, NOMINE ALL'IRCAC MANOVRA ELETTORALE

(ANSA) - PALERMO, 19 MAR - ''Procedendo con le nomine all'Ircac, la giunta regionale guidata dal vice presidente Lino Leanza compie una manovra elettoralistica''. Lo dice il deputato regionale della Sinistra-l'Arcobaleno, Francesco Cantafia, secondo cui ''il provvedimento spetta al prossimo governo''. Cantafia contesta anche le previste promozioni nello stesso Istituto per il credito alle cooperative. ''Molte di queste promozioni - sostiene il deputato - sono solo clientelari e frutto di un accordo non condiviso da tutti i sindacati, a partire dalla Cgil''.

lunedì 17 marzo 2008

ESTORSIONI:FERMATI ESATTORI; CANTAFIA, DURO COLPO ALLA MAFIA

(ANSA) - PALERMO, 17 MAR - ''Un altro duro colpo e' stato inferto questa mattina alla mafia. La ribellione al peso opprimente delle estorsioni permette di liberare l'economia isolana dalla morsa del ricatto che non permette sviluppo''. Lo dice Francesco Cantafia, segretario della Sinistra democratica a Palermo e deputato regionale, commentando l'operazione contro il racket delle estorsioni da parte della squadra mobile a Palermo. ''Un plauso alle forze dell'ordine che continuano nel lavoro di smantellamento dell'organizzazione criminale - aggiunge Cantafia - e ai commercianti che hanno deciso di denunciare. Grazie alla presa di coscienza della societa' civile si stanno facendo grossi passi avanti verso il ripristino della legalita'''. Proprio sul tema della lotta all'estorsioni, domani Cantafia partecipera' all'incontro ''Imprese e lavoratori liberi dalla mafia'' organizzato dalla Filcams-Cgil, nella sede regionale del sindacato.

sabato 15 marzo 2008

ELEZIONI: CANTAFIA, REDDITO MINIMO A GIOVANI

(ANSA) - PALERMO, 15 MAR - ''Per dare una possibilita' a tutti e' necessaria l'assegnazione del reddito minimo ai giovani in cerca di primo impiego e alle famiglie e ai pensionati senza reddito o con scarso reddito. Pensiamo a una societa' nella quale anche quelli che nascono in condizioni disagiate possano emergere ed essere piu' felici. Dobbiamo pensare a dare ai nostri giovani un futuro sereno e non solo sicuro''. Lo ha detto Francesco Cantafia, ieri sera al Kandisky a Palermo, presentando la sua candidatura per la Sinistra Arcobaleno alle prossime elezioni regionali.

mercoledì 12 marzo 2008

DIBATTITO IN TV TRA CANTAFIA, DINA E GARRAFFA

12 Marzo - Questa sera andrà in onda su Telesud, dalle 21 alle 22 su "Articolo 3" condotto da Giusy Randazzo, un dibattito politico tra i candidati Francesco Cantafia, Nino Dina e Costantino Garraffa.

martedì 11 marzo 2008

INTERVENTO DELL'ON. CANTAFIA ALL'ARS PER LA MOZIONE DI SFIDUCIA AL GOVERNATORE CUFFARO (24 GENNAIO 2008)

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho scelto di non scrivere per intero il mio intervento, di accontentarmi di una scaletta, perché non volevo mediare tra la passione che sento necessariamente presente nella mia riflessione e la mia naturale moderazione verbale.
Sono tra quelli che hanno insistito perché venisse presentata nel Parlamento questa mozione di sfiducia. E molti mi hanno spiegato che poteva essere anche un regalo fatto alla maggioranza, fatto al Governo, perché questo voto avrebbe potuto rinserrarne le fila, costringere a un voto esplicitamente favorevole al presidente Cuffaro, ma la cosa che mi muove è propria questa: la mia intenzione, e l’intenzione di tanti di noi che hanno presentato questa mozione, è quella di fare chiarezza e, soprattutto, di dare al Parlamento l’occasione per svolgere fino in fondo la sua funzione.
Io non le chiederò di dimettersi, signor Presidente, l’ho fatto quando il tempo me lo consentiva, l’ho fatto nel giugno del 2003 quando lei ricevette l’avviso di garanzia e lo feci quando fu rinviato a giudizio, perché allora era ancora possibile appellarsi alla sua coscienza e alla sua sempre vantata attenzione alle istituzioni.
Oggi no! Il tempo è scaduto. Per noi parlamentari non è il tempo della richiesta delle dimissioni. Oggi, per noi, è il tempo della nostra responsabilità. Questa Aula non è come un cittadino comune, che può chiederle soltanto le dimissioni, questa Aula può rimuoverla dal suo incarico, è nelle sue funzioni costituzionali del nostro Statuto, e questo chiede la mozione ai deputati.
Lei, signor Presidente, ha tutti i diritti degli imputati e dei condannati di primo grado. Avrà il diritto di professare la sua innocenza, di provare a provarla, a convincere altri tribunali a scagionarla. Ma la questione che noi abbiamo di fronte non è quella giudiziaria, non è soltanto per la mia incompetenza su materie giuridiche, ma la questione che voglio porre non ha nulla a che fare con la sentenza. E’ un altro luogo quello. E là c’è stato e continuerà a starci.
Quest’Aula, invece, ha il dovere di giudicarla politicamente, cioè giudicare se i fatti che si sono succeduti in questi anni sono sufficienti a chiederle di lasciare il passo oppure se, invece, lei può continuare con la solidarietà della sua maggioranza a mantenere questo incarico.
A voi colleghi mi rivolgo. Il Parlamento siciliano in questi diciotto mesi non ha fatto nulla per passare alla storia, neanche qualche volta per passare alla cronaca. Sono stati più i dileggi, sono state di più le imboscate che hanno riempito le cronache parlamentari, che atti importanti per la nostra Regione. Ma per questa mozione, per il dibattito che oggi svolgeremo in quest’Aula, questa Aula, questi parlamentari entreranno nella storia. Ci potranno entrare con una pagina nera, ci potranno entrare con una forte presa di consapevolezza. Potranno nicchiare, potranno far finta che nulla è successo, potranno rifiutare di prendersi le responsabilità, oppure potranno liberamente ragionare e liberamente determinarsi.
Quest’Aula è stata prigioniera delle incertezze, delle incertezze dovute al processo e a una insipienza che il Governo ha continuamente riversato su quest’Aula; indecisioni, incapacità di governare, nessuna svolta strategica nei bisogni della Sicilia.
Questo è quello che siano stati! Adesso, a un Governo che ha prodotto guasti, dovete, dobbiamo rispondere con un giudizio. La storia – mi permetto di usare questa parola – giudicherà oggi non le azioni dell’onorevole Cuffaro, oggi giudicherà come noi ci siamo comportati! Quando voteremo o non voteremo la sfiducia, questo Parlamento definirà la soglia che ritiene sia insuperabile e al di sotto della quale non si può stare. E’ questo Parlamento che determinerà tale condizione per i siciliani.
Quando torneremo a casa dovremo rispondere ai nostri parenti, ai nostri amici, dovrete – quelli che non avere firmato la mozione e eventualmente non lo voterete – spiegare perché. Dovrete spiegare perché ritenete che si può mantenere il Governo della Sicilia pur essendo condannati. Guardate – ripeto – non sono interessato a sapere se la condanna è così grave da coinvolgere il 416, il 378, il comma 2 o quant’altro. Le cose che sono contestate e che per certi versi sono ammesse dallo stesso onorevole Cuffaro, sono, a mio avviso, sufficienti ed abbondanti perché la politica possa dare un giudizio. Non ci si può lamentare del ruolo della magistratura; non ci si può lamentare del ruolo di surroga che qualche volta assume la politica se questa non ha la responsabilità di agire.
Questo atto è un atto estremo, finale, di una fase di degenerazione che coinvolge una larga fetta delle classi dirigenti di questo Paese, della Sicilia e del Mezzogiorno in particolare. Sono molte le ragioni e non abbiamo probabilmente il tempo di analizzarle tutte, ma fra queste – non vi è dubbio – vi è un abbassamento significativo della soglia della moralità, nonché il peso che le mafie e il malaffare hanno nel rapporto con la società e con la società politica in particolare.
Gli anni che stiamo vivendo hanno trasformato e manomesso la scala dei valori sociali, culturali, politici ed etici. Si è brindato alla fine delle ideologie e le abbiamo sostituite con gli interessi personali, e di più, abbiamo lasciato che gli ideali e la ragione fossero sostituiti dagli istinti e questo giù, giù, fino a considerare possibile che fatti noti come quelli che stiano affrontando, fossero considerati ininfluenti per la politica e per i politici.
Io non so qual è il livello di gravità dei fatti dal punto di vista giudiziario, però non sono tra quelli che pensano che si posa perdonare, che si possa ritenere lecito politicamente. I fatti che sono a noi noti.
Poco fa, l’onorevole Cuffaro, nella sua difesa, ci ha detto che sì, è vero, ha incontrato ieri, come lo facevano tanti altri, ha detto, poi ci ha detto anche che sì, forse, ha perfino parlato con un suo vecchio amico, che non ha mai parlato con i mafiosi ma che, forse, ha parlato con un suo amico, con il dottore Miceli, ho creduto di capire dalle sue parole. Guardate, se questo non è sufficiente e non è rilevante sul piano penale per me lo è sul piano politico.
Ecco quello che dobbiamo fare: noi dobbiamo decidere qual è il livello che la politica assume per sé ancor prima di quello che è assunto dal punto di vista penale.
Voi, cari colleghi, vi dovete assumere questa responsabilità – dicevo - tornando a casa dovete dire con chi siete stati, da che parte avete votato e non potrete fare come avete fatto in questi giorni dicendo che, forse, era giusto che l’onorevole Cuffaro si dimettesse. Adesso siete nelle condizioni di assumere una responsabilità. Io penso che questa mozione definirà un campo.
Vi chiedo di abbandonare tatticismi, vi prego di abbandonare le convenienze, anche quelle personali, perfino quelle elettorali perché noi, conclusa questa fase della mozione, ove mai dovessimo soccombere ad una maggioranza irresponsabile, continueremo e vi additeremo uno per uno, uno per uno come complici del degrado della politica in Sicilia perché questo sarete se non voterete la sfiducia all’onorevole Cuffaro, perché l’onorevole Cuffaro è stato molto abile: ha trasformato, anche in questa sede, il processo pieno di accuse in un processo “mafia sì, mafia no” e quando il processo lo ha apparentemente assolto da quell’accusa, dall’accusa più grave, lui si è sentito assolto in generale.
Voi non potete, noi non possiamo stare a questa condizione. Le condizioni ci sono perché, al Presidente si chieda di farsi da parte. Una cosa, onorevole Cuffaro, soltanto una cosa voglio dirle: lei è persona che ha rivendicato, poco fa, una militanza lunga ed una formazione alta. Ed io sono convinto che la Democrazia cristiana era un grande partito, con grandi valori e che dava una grande cultura ai suoi dirigenti. Ecco, io le chiedo questo: crede davvero che le persone cui lei si è ispirato da giovane, le persone di cui ha letto e di cui ne ha, probabilmente con attenzione, anche utilizzato gli scritti, è sicuro che Don Sturzo, ad esempio, si sarebbe comportato come lei? E’ sicuro che Don Sturzo approverebbe il suo comportamento? E’ sicuro che Don Sturzo non le chiederebbe le dimissioni?

COMUNI: FAVIGNANA; CANTAFIA, RIMUOVERE SINDACO

(ANSA) - PALERMO, 11 MAR - "Si è da tempo conclusa l'ispezione sulla situazione amministrativa del comune di Favignana e il 21 febbraio scorso l'assessore agli Enti locali ha trasmesso al presidente della Regione facente funzioni, Lino Leanza, il provvedimento di rimozione del sindaco Gaspare Ernandez. Dopo più di due settimane il sindaco è ancora al suo posto. Devono essere accelerate le procedure della sua rimozione". Lo ha detto il deputato regionale di Sinistra democratica, Francesco Cantafia."Gli ispettori hanno depositato il risultato dei loro accertamenti, specificando che ritengono applicabile l'art.40 della legge 142/90 che prevede la rimozione del sindaco, poi l'assessore ha trasmesso il provvedimento a Leanza - ha continuato - Non capisco quindi quest'ulteriore perdita di tempo nell'esecuzione di un atto così importante".Il presidente della Regione deve firmare l'atto di rimozione entro il 21 marzo."Sollecito Leanza a fare in modo da eseguire al più presto questo provvedimento nel rispetto dei cittadini di Favignana - ha concluso Cantafia - che hanno dovuto già subire gli effetti negativi di una politica poco trasparente".

INTIMIDAZIONE A SINDACALISTA CISL: SOLIDARIETA' CANTAFIA

(ANSA) - PALERMO, 11 MAR - "A Gisella Pecoraro, vittima dell'ennesima intimidazione mafiosa, va tutta la mia solidarietà. Come spesso succede a chi fa onestamente il proprio lavoro, senza usufruire di appoggi dalla criminalità organizzata, la sindacalista deve purtroppo convivere con la paura di minacce e di aggressioni mafiose". Lo ha detto il deputato regionale della Sinistra democratica, Francesco Cantafia, commentando l'intimidazione alla sindacalista della Cisl che ieri ha trovato davanti alla sua abitazione a Partinico un mazzo di garofani. In passato le erano stati lasciati davanti casa sette bossoli."E' chiaro che l'opera di Gisella Pecoraro procura fastidio a una certa cerchia di persone che ne vogliono bloccare il lavoro - ha proseguito Cantafia - Tutto questo la deve spingere ancora di più a continuare per la sua strada, non cedendo al ricatto mafioso".

venerdì 7 marzo 2008

Appuntamento al Kandisky per l'apertura della Campagna Elettorale!


Francesco Cantafia invita tutti a partecipare all'apertura della sua campagna elettorale venerdì 14 marzo 2008 alle ore 21!
Insieme al suo staff ed a tutti i nuovi e vecchi elettori de "la Sinistra, L'Arcobaleno", Ciccio presenterà il suo programma elettorale e le sue aspettative "per tutto quello che è appena iniziato"!
Vi aspettiamo quindi al Kandisky, nei pressi della Tonnara Florio, alle ore 21. Sarà un modo per conoscere Ciccio e chiedere delucidazioni riguardo le sue idee per portare avanti la Sicilia. Non mancate!

ELEZIONI:CANTAFIA,SCANDALO PIANO FORMAZIONE DEL CENTRODESTRA

(ANSA) - PALERMO, 1 MAR - "Con il nuovo piano formativo il centrodestra ha aperto la campagna elettorale all'insegna del clientelismo". Lo denuncia il deputato regionale della SD, Francesco Cantafia, secondo cui ''siamo in presenza di uno scandalo elettorale". Il deputato chiede "di bloccare subito il piano formativo per evitare le speculazioni sulla pelle delle migliaia di dipendenti del settore, per disinnescare i galoppini pronti a promettere posti di lavoro in cambio del voto e per non creare problemi nel bilancio della Regione".
Secondo Cantafia il piano, approvato pochi giorni fa dalla Commissione regionale per l'impiego su proposta dell'assessore regionale al Lavoro Santi Formica, consente " l'assunzione clientelare di almeno 400 persone". "Gente - denuncia il deputato della Sinistra democratica - che sarà assunta, in base a criteri discrezionali, dai circa 60 nuovi enti autorizzati dal piano a organizzare corsi beneficiando dei fondi pubblici; enti che si sommano a quelli storici".
Oltre all'aumento degli enti, Cantafia segnala anche "un incremento considerevole delle ore formative previsto nel piano". "Questa operazione fatta in campagna elettorale - accusa il deputato - viene portata avanti con gli stessi fondi stanziati in bilancio per la formazione. Significa cioè che con gli stessi soldi dovrebbero essere pagati più enti, la gran parte dei quali avrà a disposizione un budget inferiore per pagare il personale, che percepirà quindi salari più bassi, in totale spregio al recente accordo siglato tra Regione e sindacati che prevede l'aumento delle retribuzioni".
Per Cantafia il rischio è che "a settembre non ci saranno le risorse per pagare gli stipendi e la Regione dovrà trovare nuovi fondi".

mercoledì 27 febbraio 2008

MAFIA/ESERCITO IN SICILIA,CANTAFIA(SD):E' ASSOLUTAMENTE INUTILE

"Troppi alle scorte,adeguare piante organiche questure"
Palermo, 5 ott. (Apcom) - Ripetere l'operazione Vespri Siciliana sarebbe utile solo a "nascondere la reale situazione delle forze dell'ordine in Sicilia e rischia di sminuire i risultati raggiunti negli ultimi anni". E' quanto afferma il deputato regionale siciliano Francesco Cantafia, coordinatore provinciale a Palermo di Sinistra Democratica intervenendo nel dibattito sull`invio dell'esercito in Sicilia per contrastare la mafia."Non serve militarizzare il territorio con una nuova `operazione Vespri siciliani' - ribadisce Cantafia spiegando che nel 1993 - rispose all'esigenza di difendere militarmente i cosiddetti `obiettivi sensibili' dall'attacco terroristico della mafia mentre oggi l'esigenza principale è quella di difendere decine di migliaia di commercianti e imprenditori, con le loro aziende, dal controllo territoriale della mafia e dal racket del pizzo".Secondo il deputato regionale, "la vera risposta da dare sta in un massiccio investimento nelle forze dell'ordine, per colmare i tremendi vuoti che esistono".A supporto della sua tesi, Cantafia fornisce dei dati sostenendo che le piante organica delle Questure siciliane sono state predisposte nel 1989, cioè prima della stagione delle stragi."In quel periodo fu necessario creare il reparto scorte con un organico che a Palermo è formato da circa 350 poliziotti, a Siracusa da 22, a Messina da 18 e a Catania da 74, che sono stati recuperati dall'organico degli altri uffici. Non essendo stato creato un organico aggiuntivo, la pianta organica risulta diminuita delle corrispondenti unità, riducendo in maniera incisiva la disponibilità di agenti da impiegare nelle attività investigative e repressive. Le conseguenze della mancata revisione della pianta organica sono state gravi, producendo questi effetti: alla sezione reati contro il patrimonio (furti, truffe, danneggiamenti) sono rimasti soltanto 18 poliziotti che possono utilizzare soltanto 3 autovetture per lo svolgimento del servizio su strada a Palermo e a Catania si contano 15 poliziotti; alla sezione rapine ed estorsioni vi sono soltanto 25 poliziotti a Palermo, compresi quelli addetti alle attività cosiddette 'burocratiche' e gli stessi sono forniti di 7 autovetture a Palermo, mentre a Catania 15 unità sono destinate alla sezione rapine e 16 a quella contro le estorsioni; le unità destinate a occuparsi di reati della pubblica amministrazione e di reati di corruzione a Palermo sono 5; le sezioni rapine, estorsioni e reati contro il patrimonio sono rispettivamente: 12 unità a Messina e 11 a Siracusa".
Secondo Cantafia "la carenza di personale causata dalla destinazione di parte di essi agli 'uffici scorta' non è stata compensata neanche dalla retribuzione del lavoro straordinario poiché esso viene ripartito a tutte le questure del territorio nazionale sulla base della pianta organica complessiva ed effettiva, prescindendo dai reali bisogni delle singole e dalle esigenze di servizio. Lo straordinario - sottolinea - viene ripartito sulla base delle unità esistenti, anche se non operative e la carenza di personale effettiva non viene colmata da una distribuzione più alta di ore dello stesso lavoro straordinario da assegnare; mentre quello effettuato, non potendo essere pagato, viene trasformato in permessi compensativi, per la mancata retribuzione. Tutto ciò fa mancare 7000 ore di lavoro soltanto per la Mobile della Questura di Palermo".Secondo Cantafia alla Questura di Palermo "il 40% delle autovetture è guasto o ha già superato il limite di utilizzo:oltre 300.000 km senza nessuna revisione. Le attrezzature informatiche sono pressappoco inesistenti e le poche disponibili sono state quasi tutte 'regalate' dalle ditte fornitrici di servizi alla Polizia".E ancora "l'intera squadra mobile ha solo 2 fotocopiatrici e i poliziotti sono costretti a comprare il toner e la carta per la stampa mentre nei commissariati la fornitura di cancelleria è assolutamente insufficiente"."La Polizia della Sicilia Occidentale ha in dotazione appena 10 microspie ma ne impiega più di 150: le altre risultano fornite da agenzie esterne e costituiscono un costo medio annuo di 15 milioni di euro"."Dall'analisi dei dati che ci sono stati forniti - conclude Cantafia - risulta evidente la necessità di un intervento utile per rifornire la pianta organica delle Questure, reinserendo le unità utilizzate per il servizio scorte".
Red/Cas